Oltre le nuvole… l’inclusione

Tanti bisogni, tanta inclusione

L’acronimo BES, bisogni educativi speciali, di cui oggi spesso si sente parlare si riferisce ad un “contenitore” di condizioni differenti che rappresenta una sfida complessa dal punto di vista educativo, didattico ed emotivo per la scuola.
All’interno dei bisogni educativi speciali rientrano studenti che hanno diritto all’attivazione delle L.104/92 poiché presentano una disabiltà; alunni che hanno diritto all’attivazione della L.170/2010 che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA); alunni che presentano condizioni cliniche comprese nei manuali diagnostici ICD-10 e DSM 5 ed in ultimo alunni che vivono in condizioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.
Tutti questi alunni hanno diritti che derivano dalle leggi indicate ma sopratutto hanno diritto ad essere accolti, compresi e valorizzati. L’esistenza di tanti bisogni educativi si è tradotta nel tempo con il bisogno di inclusione.
Dall’integrazione all’inclusione: un lungo percorso… Il percorso dell’inclusione scolastica ha una lunga storia fatta di numerose leggi, decreti e direttive. L’inizio può esser fatto risalire alla legge 118/1971, una legge che sancì l’obbligo dell’istruzione per le persone disabili all’interno delle classi “normali”, escludendo però soggetti con disabilità gravi. Questo percorso iniziò, anche se con una parziale integrazione di studenti con disabilità lievi, a lasciare dietro di sé le “classi differenziali” ma anche le “scuole e gli istituti speciali”. Idea questa che si concretizzerà ulteriormente con la legge 517/1977 in cui si cominciò a pensare non solo ad un luogo che accogliesse l’alunno con disabilità, ma un luogo in cui trovare il supporto e la competenza degli insegnanti di sostegno, abolendo definitivamente l’esistenza delle classi differenziali. Sarà poi con la legge 104/1992 che il “disegno di integrazione” comincerà a crescere e a guardare all’indipsensabile diritto di trovare un ambiente scolastico capace di valorizzare i progressi dello studente tanto in ambito didattico quanto in ambito sociale.
L’abbandono graduale della concetto di “assistenza” lascia spazio alla possibilità di un percorso di promozione dell’autonomia in cui l’obiettivo diventa lo sviluppo della persona in termini di: apprendimento, comunicazione, relazioni e socializzazione.
Queste sono solo alcune delle leggi che hanno contribuito alla formazione e all’applicazione del concetto di inclusione creando quel clima “culturale” per cui la promozione dell’autonomia ed il diritto allo studio si traducono con un avere “a mente” un progetto che non si esaurisce esclusivamente col progresso didattico ma comprende anche la conquista di competenze socio-relazionali utili per un progetto di vita personale, anche fuori dalla scuola. Questo permetterebbe di stabilire un continuo fra l’inclusione scolastica, quella lavorativa e quella sociale dell’individuo.
Inlcusione per: valorizzare, accogliere e agire in un’ottica prosociale!
Oltre le nuvole esiste l’inclusione, una classe in cui 1Giovanni, Pietro e Sara, siedono ad un banco “morbido” pronto a valorizzare le proprie potenzialità. La scuola inclusiva può sembrare a qualcuno una scuola “semplice”, in realtà è una scuola che propone una sfida educativa che sia possibilità di apprendimento e crescita in un’ottica di sviluppo positiva per ogni studente.
Oltre le nuvole esiste l’inclusione per accogliere Giovanni, Pietro e Sara in un contesto in cui, come sottolineato dal 2MIUR, si rivela l’urgenza non tanto di una didattica “speciale” quanto di una didattica che non lasci indietro nessuno.
Oltre le nuvole esiste l’inlcusione per cui Giovanni, Pietro e Sara non siano soltanto il loro Bisogno Educativo Speciale (BES) ma siano bambini che portano a scuola la loro storia di vita a cui rispondere con un’azione non solo didattica ma anche prosociale capace di offrire contesti in cui sperimentare emozioni e costruire relazioni positive.
Oltre le nuvole esiste l’inclusione ed è un diritto di ogni bambino!
Bibliografia

• Relazioni e cooperazione fra pari (2013) a cura di D. Ianes. Erickson;
• I DSA e gli altri BES. Indicazioni per la pratica professionale (2016) Consiglio Nazionale Ordine Psicologi;
• Normativa disabilità: dall’integrazione all’inclusione a cura di A. Redavid, referente C.T.I Osimo.

1) I NOMI E ALTRI DATI SENSIBILI SONO STATI MODIFICATI O OMESSI PER PROTEGGERE LA PRIVACY DELLE PERSONE COINVOLTE
2) MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

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