Finalmente siamo giunti in piena estate e per molti stanno arrivando le ferie. Tempo di ferie e quindi tempo di viaggi, chi per qualche giorno e chi anche solo per una giornata per fare una breve gita al mare o in montagna. Chiunque abbia viaggiato almeno una volta con dei bambini in macchina sa bene che dopo pochi minuti arriva la fatidica domanda “Tra quanto arriviamo?”. I bambini si annoiano velocemente e a quel punto bisogna ingegnarsi pensando ad alcuni giochi da proporre loro per rendere più veloce la sensazione dello scorrere del tempo.

In questo articolo cercherò di fornirvi qualche consiglio su varie attività e giochi che potrete utilizzare come passatempo durante i viaggi in auto.

Una delle prime idee che mi viene da consigliarvi è la cosiddetta scatola o busta delle sorprese. Avete presente le buste sorpresa che vendono nelle edicole? Ecco, simile a quella, il principio lo stesso, ma la dovete preparare voi. Prendete i giochi preferiti dei vostri bambini e metteteli li, comprate anche qualche gioco nuovo, non deve essere per forza costoso. Anche qualcosa di piccolo e adatto ai bambini come le carte dei mimi, degli animali, oppure per i più grandetti dei sinonimi e dei contrari. Ai bambini piace la sorpresa, a loro non importa la spesa. Mettete anche qualche snack e merendina. Stabilite delle regole durante il viaggio, ad esempio, dopo mezz’ora di viaggio potranno prendere senza guardare qualcosa dalla busta. Con le carte degli animali e dei mimi ad esempio potranno passare un bel po di tempo a fare le varie imitazioni e provare a riprodurre i versi degli animali. Per rendere più lungo il tempo della sorpresa incartate due o tre volte gli oggetti che avete scelto. Va benissimo incartarli anche solo con dei pezzi di giornale.

Tutti noi da piccoli abbiamo viaggiato in macchina per andare da qualche parte insieme a genitori e parenti. Mi viene in mente un gioco che la maggior parte di noi ha sperimentato da piccolo, me compresa insieme a mia sorella durante i nostri viaggi. Questo gioco serve tanto per stimolare la fantasia; è molto semplice: osservare le nuvole e dire cosa sembrano loro, scovarne le forme e somiglianze con qualcosa e/o qualcuno che conoscono. Questo gioco diverte sempre tanto i bambini.

Ai bambini piacciono tanto anche le canzoni; un passatempo carino può essere quello di scrivere su dei foglietti i titoli delle canzoni che amano di più e metterli dentro un sacchetto. Durante il viaggio far estrarre loro a turno un foglietto e far partire la canzone sullo stereo.

Se i bambini hanno iniziato la scuola elementare si potrebbe pensare di farli giocare con le parole, ad esempio scegliere una lettera e dire tutte le parole che gli vengono in mente che abbiano quell’iniziale. Si potrebbero fornire loro anche delle tessere ad incastro che funzionano in quel modo.

Un altro modo per tenerli impegnati e sviluppare la fantasia è quello di giocare ad inventare storie, fiabe, favole. I bambini per loro natura sono amanti delle storie, adorano ascoltarle, ma quando vengono messi nella posizione di inventarle loro stessi si divertono tanto. Per aiutarli si potrebbero mettere dentro una busta vari giochini, personaggi, animaletti, e tirarli pian piano fuori aiutandoli a costruire una storia che riguardi pian piano i vari personaggi. Esistono anche vari giochi preposti all’invenzione delle favole che contengono direttamente delle sagome da tirar fuori pian piano e usare per sviluppare la storia. Ognuno a turno può inventare una singola storia, oppure la si può inventare tutti insieme.

Un altro gioco che si può utilizzare durante il viaggio sono le lavagnette da disegno magnetiche. Molto comode da portare in auto e divertenti per i bambini. Possono disegnare ciò che vogliono, oppure possono sfidarsi disegnando qualcosa suggerito dai genitori e l’avversario deve indovinare cosa rappresenta il disegno.

Ci sono tanti giochi da utilizzare come passatempo in auto, già utilizzare in mix tutti questi basterebbe per parecchie ore di viaggio. Pianificate sempre in anticipo le attività e il viaggio. Scegliete il percorso più agevole per i bambini, perché non sempre quello più veloce coincide con quello più tranquillo. Se il viaggio è molto lungo fate delle pause / merenda. Per far sentire protagonisti i bambini, donate loro una cartina, cosi potranno vedere il percorso e potrete far finta di chiedere loro delle indicazioni.

Con tutte questi piccoli accorgimenti il viaggio sarà più sereno, divertente e piacevole per tutti!

Buone vacanze!

L’estate è la stagione perfetta per trascorrere del tempo all’aperto beneficiando del sole e del caldo.

Alle volte però, le alte temperature possono risultare particolarmente difficili da sopportare e quindi è molto utile ricorrere a degli stratagemmi che ci consentano di correre ai ripari senza intaccare il divertimento.

Scopriamo insieme alcuni giochi con l’acqua da fare all’aria aperta a tutte le età.

Il gioco della spugna volante

Per questo gioco bisogna creare due squadre. Ogni concorrente deve disporsi su una fila, che verrà delimitata dalla presenza di un secchio pieno di acqua al cui interno andrà collocata una spugna.

All’altro capo della fila invece, andrà posizionato un secchio vuoto.

Lo scopo del gioco consiste nel premere a lungo la spugna nell’acqua, in modo che questa possa raccogliere alte quantità di liquido e poi, ogni bambino se la dovrà passare di mano in mano, fino a strizzarla nel secchio vuoto.

Alla fine la squadra che avrà riempito maggiormente il secchio sarà quella vincitrice.

La pesca fortunata

Per questo gioco sarà sufficiente riempire una bacinella o una piccola piscina di acqua e immergere dentro degli oggetti galleggianti ai quali andranno apposte delle graffette.

Ogni partecipante potrà quindi usare un bastone per pescare l’oggetto desiderato.

Per rendere il gioco più interessante si può pensare di scrivere con un pennarello indelebile il punteggio che quel determinato oggetto varrà qualora esso venisse pescato.

Chi fa più punti vince.

Centra il secchiello ad occhi chiusi

Questa attività sta andando molto di moda tra i più giovani, sia perché è un passatempo molto divertente e in più perché permette di rinfrescarsi durante le giornate più afose.

I partecipanti dovranno sedersi in fila indiana e munirsi di una benda scura con cui coprirsi gli occhi.

Ognuno di loro inoltre, dovrà avere un secchio vuoto, tranne il primo che ne dovrà manovrare uno pieno zeppo di acqua.

L’apri fila non dovrà fare altro che sollevare il secchio pieno e, senza guardare, inclinarlo all’indietro cercando di far cadere l’acqua nel secchiello del secondo e via dicendo.

Spesso l’ultimo secchiello finisce per essere quasi completamente vuoto, poiché tutta l’acqua viene persa nel tragitto.

Il gioco del fazzoletto con le bombe d’acqua

Tutti conoscono la variante del gioco più classica, ma non sono in molti a sapere che esiste la possibilità di rendere questo gioco tremendamente estivo.

Sarà necessario infatti, creare due squadre e disporre i partecipanti su due file diverse, ponendo nello spazio centrale un secchio e delle bombe d’acqua che andranno a sostituirsi al fazzoletto.

Una persona esterna dovrà estrarre un numero che corrisponderà ai membri della squadra che, una volta chiamati, dovranno correre verso il secchio e cercare di prendere il palloncino pieno di acqua prima dell’avversario e senza farlo esplodere lungo il tragitto.

Le bombe d’acqua

I gavettoni sono sicuramente il gioco estivo più apprezzato da tutti e che, sicuramente ognuno di noi, avrà avuto modo di fare o ricevere nel corso della sua vita.

In questo gioco però è fondamentale controllare al meglio ogni movimento, anche quello più piccolo, poiché le bombe d’acqua potrebbero esplodere da un momento all’altro.

I concorrenti devono disporsi in sequenza e passarsi i palloncini pieni di acqua cercando di non farli cadere a terra, in quanto non solo ci si bagnerebbe ma si finirebbe per essere sconfitti dagli avversari.

La pignatta

Questo gioco sudamericano è molto amato dai bambini ma anche dagli adulti, in quanto si ha la possibilità di entrare in contatto con un tesoro nascosto che permetterà di scoprire e ricevere moltissime sorprese.

Questa versione tipicamente estiva prevede la presenza di una pignatta da riempire con piccoli giocattoli, caramelle e leccornie, ma anche con palloncini pieni di acqua o di farina.

Il fortunato concorrente dovrà bendarsi e con un bastone cercare di colpire la pignatta che, per rendere le cose ancora più difficili ed entusiasmanti, andrà appesa al ramo di un albero.

È possibile appendere nei pressi della pignatta anche dei palloncini più grandi da riempire di acqua fredda, in modo che essi possano deliziare i partecipanti con intense ed improvvise docce fredde.

Sfumature di ghiaccio

Il ghiaccio è un valido alleato su cui contare in estate, ma può essere utilizzato anche per colorare dei disegni davvero alternativi.

Per farlo basterà preparare il ghiaccio colorato versando una piccola quantità di tempere colorate o colorante alimentare nell’acqua da posizionare in freezer.

Trascorso il tempo utile si potranno utilizzare dei colori più unici che rari, grazie ai quali sarà possibile dipingere a “mente fredda”.

Buona estate a tutti!

Incontri ravvicinati

Immaginate la scena: È l’imbrunire. La luce calda del tramonto colora la terra battuta di rosso e arancione. Tutto tace, tranne il vento sulle foglie e in lontananza il frinire degli insetti. Una figura umana, stagliata sullo sfondo, si guarda intorno silenziosamente, attenta a ogni suono. Ad un tratto, un tramestio, leggero, arriva alle sue orecchie. Un cespuglio, poco lontano, si scuote leggermente, poi si ferma. Ma ormai non ci sono dubbi. L’umano si volta per fronteggiare la creatura che di lì a poco uscirà allo scoperto. Infatti, pochi secondi dopo, le fronde si dividono, ed una creatura emerge dalla vegetazione. Per un attimo i due protagonisti, uomo e animale, si fissano, immobili. Poi la creatura fa un passo avanti, inclinando la testa da un lato, emettendo il suo suono caratteristico. L’umano, senza esitazione, si sporge in avanti e con un movimento fulmineo… la solleva da terra, accarezzandogli la piccola testa coperta di piume bianche, e sorride. “Ecco dove eri finita, Rosita. Gallinella impertinente. Dai, torniamo al pollaio.”

Forse non è esattamente così che immaginate l’incontro tra un umano ed un dinosauro, ma in un  certo senso è così che avviene, ogni giorno, in tutto il mondo, senza alcun clamore. Polli. Tacchini. Piccioni. Canarini. Rondini. Aquile. Pinguini. Per quanto l’idea che gli uccelli siano “parenti” dei dinosauri sia abbastanza nota e ben raccontata attraverso resti fossili come quelli di Archeopterix, una mole sempre più vasta di evidenze scientifiche, sia paleontologiche che genetiche, confermano che la distinzione tra uccelli e dinosauri sia molto più sfumata di quanto si pensava in passato. Gli uccelli moderni non sono semplicemente “parenti” dei dinosauri: sono, a tutti gli effetti, i veri discendenti dei dinosauri. In particolare, gli uccelli possono essere classificati come un sottogruppo specializzato di dinosauri teropodi, scampato all’estinzione dei loro simili e sopravvissuto fino ai giorni nostri. La classificazione delle specie, infatti, inserisce gli Aves (gli uccelli moderni) all’interno dei Dinosauria, a sua volta parte dei Reptilia (quindi, tecnicamente, nonostante quello che ci insegnano a scuola, gli uccelli sono rettili). Del resto, mentre nella vita quotidiana abbiamo più familiarità con uccelli abbastanza piccoli, non possiamo dimenticare che fino a tempi piuttosto recenti (meno di 2 milioni di anni fa) esistevano uccelli giganteschi, i cosiddetti “terror birds” sudamericani, che potevano raggiungere fino a 3 metri di altezza (ossia quanto il soffitto di un appartamento), a dimostrare quanto sia difficile tracciare una netta linea di demarcazione tra dinosauri e uccelli.

Una scienza sempre in cambiamento

Ancora oggi, dopo quasi due secoli di studi scientifici riguardo queste affascinanti creature, esistono ancora aspetti particolarmente interessanti e dibattuti: ad esempio se i dinosauri, o alcuni di essi, fossero effettivamente piumati come gli uccelli moderni, e in che proporzione rispetto alla superficie corporea totale. Mentre abbiamo una cognizione abbastanza certa che alcuni dinosauri giganteschi come diplodochi e triceratopi avessero una epidermide simile a quella dei moderni pachidermi, e che al contrario quelli più piccoli, come i velociraptor, fossero diffusamente piumati, per quanto riguarda altri il discorso è molto più complesso, e nuovi ritrovamenti paleontologici spostano continuamente il consenso della comunità scientifica. Altre questioni sulle quali stiamo imparando sempre di più riguardano il comportamento dei dinosauri per quanto riguarda le cure parentali o le dinamiche sociali. Le interpretazioni sul comportamento di specie estinte sono sempre difficili, ma si basano sulle nostre conoscenze di specie simili o che occupano nicchie ecologiche analoghe, sul loro ambiente e sul loro habitat, ma anche su ricostruzioni della loro biomeccanica grazie all’uso di simulazioni al computer.

Vediamo insieme come insegnare ai nostri bambini il rispetto per l’ambiente attraverso il gioco

Un bambino educato al rispetto dell’ambiente sarà un adulto consapevole e responsabile. Il modo migliore per spiegare la raccolta differenziata ai bambini è attraverso il gioco. I piccoli grandi insegnamenti che riguardano la natura e l’ambiente saranno così accolti con grande entusiasmo dai bambini.

I genitori, non solo la scuola, hanno un ruolo cruciale nella formazione dei giovani abitanti del pianeta Terra. Educare i bambini al rispetto per l’ambiente e a differenziare i rifiuti è fondamentale per ridurre l’inquinamento e condurre uno stile di vita ecosostenibile.

Come insegnare ai nostri figli la raccolta differenziata dei rifiuti? Scopriamolo insieme.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata e il riciclo

Sin dai primissimi anni di vita è possibile insegnare ai nostri figli l’educazione ambientale, il rispetto per la natura e per il meraviglioso pianeta in cui viviamo e l’arte del riciclo. Se per noi adulti è stato un po’ difficoltoso mettere in pratica la raccolta differenziata, per i bambini è invece un’azione spontanea e semplice.

Le prime nozioni di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti vengono solitamente date ai nostri figli a scuola e quindi sono già preparati (a volte molto più di noi mamme) sul tema, ma se i bambini non frequentano la scuola perché ci si avvale della formula dell’homeschooling non preoccupatevi insegnare il riciclo ai bambini non è difficile. Ecco 4 semplici passi da seguire per rendere i nostri bambini attenti all’ambiente.

Dare l’esempio

La prima cosa da fare è dare l’esempio: i bambini crescono osservando e imitando le azioni degli adulti. Un po’ quando le mamme si lamentano che i figli non leggono libri ma spendono tutto il loro tempo incollati allo schermo degli smartphone, ma poi sono loro le prime che non leggono mai libri e stanno sempre sui social.

Rendere i bambini partecipi

La seconda cosa per insegnare ai bambini il riciclo è farli sentire grandi e responsabili: i nostri figli amano fare le cose degli adulti, perché non coinvolgerli in un’azione quotidiana così importante come la raccolta differenziata? La formula vincente è sempre usare la fantasia e la creatività. Cosa significa? I bambini amano ascoltare storie e quindi possiamo raccontare la storia di come una bottiglia di plastica riciclata diventa una pallina per giocare o una maglietta da indossare.

Far sperimentare i bambini

La terza cosa è farli sperimentare, fargli scoprire la differenza visiva e tattile tra i diversi materiali (plastica, vetro, carta) e guidarli nella suddivisione in gruppi usando diversi cestini accessibili a loro, magari anche tutti colorati. L’uso dei colori per i bambini è molto importante. La memoria visiva è super importante nei bambini ecco perché possiamo chiedere ai nostri figli di scegliere un colore diverso per contraddistinguere ogni materiale da riciclare (ad esempio azzurro vetro, verde carta, giallo umido, nero indifferenziata, arancione plastica).

Riciclo creativo

La quarta cosa da fare possono essere i giochi di riciclo creativo.  Esistono milioni di giochi da fare per insegnare ai nostri figli come dar nuova vita ad oggetti da riciclare. Un esempio sono gli infiniti lavoretti usando i rotoli di carta igienica o le bottiglie di plastica o solo i tappi di plastica o anche le scatole di cartone. Basta un pizzico di manualità, tanto buonumore e creatività e il gioco è fatto. I bambini apprenderanno così non solo come differenziare e riciclare i rifiuti, ma anche, quando possibile, come riciclare da soli creando nuovi favolosi giochi.

Perché è importante essere dei veri compagni di giochi per i nostri figli

Qual è il significato che assume il gioco per i bambini?  Il gioco per i bambini non è passatempo, ma un lavoro, è la loro attività principale. I bambini abbandonano momentaneamente la realtà, con le sue regole, per entrare in un mondo di fantasia nel quale ogni desiderio si può realizzare. Il gioco è divertimento, esplorazione del mondo, avventura e scoperta di sé, esercizio delle proprie capacità individuali, un’occasione di apprendimento, è un’attività liberatoria di tensioni nervose, è un modo per scaricare le emozioni forti come paura, rabbia, ansia e gioia. Meglio se il gioco è svolto con i propri genitori.

Per Piaget, lo sviluppo del gioco è in correlazione con quello mentale, affermando che: “il gioco è lo strumento primario per lo studio del processo cognitivo del bambino, è la più spontanea abitudine del pensiero infantile. Il gioco stimola la memoria, l’attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi, capacità di confronto e relazionali. Pertanto una carenza di attività ludica riflette nel bambino gravi carenze anche a livello cognitivo.

Secondo Piaget si possono individuare tre stadi di sviluppo del comportamento ludico.

I giochi di esercizio prevalgono nel primo anno di vita, nella fase cosiddetta “senso-motoria” durante la quale il bambino, attraverso l’afferrare, il dondolare, il portare alla bocca gli oggetti, l’aprire e chiudere le mani,  impara a controllare i movimenti e a coordinare i gesti.  Il gioco diventa un modo con cui i piccoli conoscono l’ambiente. E’ proprio in questo periodo che la madre diviene il primo compagno di giochi, infatti  mediante l’esplorazione del proprio corpo e quello della madre, il bambino inizia a capire dove finisce lui e inizia la mamma, percepita fino a quel momento come parte di sé.

I giochi simbolici caratterizzano il periodo che va dai due ai sei anni di vita. Si collocano nella fase detta “rappresentativa”, in cui il bambino acquisisce la capacità di rappresentare tramite gesti o oggetti una situazione non attuale. Si sviluppa la capacità, quindi, di immaginazione e di imitazione. In effetti i bambini riproducono esperienze viste ma non ancora direttamente sperimentate ad esempio il bambino imita il comportamento degli adulti, gioca ad essere mamma o papà indossando i loro vestiti, oppure rivive emozioni sperimentate con le sue figure di riferimento.

Infine i giochi con regole emergono nel periodo dai sette agli undici anni, nella fase detta sociale, caratterizzata da una maggiore aderenza alla realtà. I giochi diventano di gruppo e con regole, questo permette al bambino di sperimentare lo stare con gli altri attraverso giochi strutturati.

Appare evidente quanto giocare con i genitori è, per il bambino, un’occasione per costruire legami di intimità con le persone per lui più importanti. Infatti è facilmente visibile l’entusiasmo con cui reagisco i bambini alla disponibilità dei genitori a giocare con loro, ne sono molto felici e questo consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e protezione.

La capacità dei genitori di giocare con i propri figli è sicuramente un buon indice di armonia familiare e garantisce ai piccoli una sensazione di benessere psichico oltre a costituire la condizione di base per sviluppare una buona capacità ludica. Al contrario l’assenza di gioco nella vita di un bambino viene visto spesso come un segnale di disagio o malessere interiore che andrebbe indagato ed osservato in modo professionale.

Oggi giorno capita spesso che, a causa degli impegni pressanti, si rischi di dedicare poco tempo a giocare con i propri figli, è invece fondamentale recuperare spazi e tempi per il gioco perché è soprattutto attraverso il gioco che passa la comunicazione più profonda tra adulti e bambini. Non sono necessari giocattoli costosi o elaborati bastano oggetti semplici che stuzzichino la naturale fantasia del bambino e vi permettano di creare, di conoscere, di imitare, di imparare a stare insieme, di affrontare le paure, di dare voce ai desideri, di imparare a gestire le emozioni.

Un modo semplice per avvicinare i bambini all’importante tema del rispetto per l’ambiente

Come realizzare un orto botanico a casa

L’obiettivo principale di un orto botanico a casa è quello di responsabilizzare i bambini circa l’ambiente, ma anche sensibilizzarli riguardo gli ortaggi che mangiamo ogni giorno a tavola. I giovani abitanti della Terra, coltivando l’orto, imparano così il ciclo della vita, il ritmo delle stagioni, l’importanza delle attese e della crescita lenta e la fase di raccolta. L’ideale sarebbe avere 4 mq di terreno al sole a disposizione, in alternativa vanno bene anche dei vasetti per coltivare erbe aromatiche a casa realizzando un orto botanico sul balcone o terrazza se ne avete la possibilità.

Vediamo ora come fare un orto botanico a casa, con quali piante iniziare e molto altro ancora.

Perché coltivare un orto?

Coltivare l’orto è un’attività davvero educativa per i bambini, adatta a qualsiasi fascia d’età e alla portata di tutti. Coltivare significa prendersi cura di qualcosa con costanza e premura, ma anche imparare l’arte della pazienza e allontanare l’impulsività.

L’amore per la natura è un amore non a senso unico, nel senso che la natura ricambia con grandi piccole soddisfazioni le cure ricevute dai bambini. Non è necessario avere un terreno per coltivare un orto, si può benissimo usare il balcone di casa e nel caso in cui nemmeno il balcone sia disponibile, niente paura si può optare per un angolo o una scala all’interno della casa. Per quanto riguarda l’occorrente necessario, servono poche cose: vasetti, terriccio idoneo, torba, argilla.

Si può decidere di prendere già le piantine dal vivaio oppure di partire dai semi, questa seconda opzione darà più soddisfazioni ai piccoli agricoltori e permette di insegnare ai bambini il ciclo vitale di una pianta e non solo.

Quali piante coltivare con i bambini

Se optate per gli ortaggi, c’è un apposito calendario degli ortaggi e quindi ogni stagione ha i suoi ortaggi e ogni ortaggio ha un preciso momento per essere messo nel terreno e un preciso momento per la raccolta. Se lo spazio è limitato e l’orto è dentro casa, meglio colture che occupano poco spazio come basilico, fragole, peperoncino, pomodoro ciliegino.

Le piante più semplici da coltivare per un orto botanico a casa sono:

  1. rosmarino
  2. salvia
  3. basilico
  4. prezzemolo
  5. timo
  6. menta
  7. maggiorana
  8. carote
  9. lampone
  10. insalatina da taglio
  11. ribes rosso

Se avete dello spazio in balcone o terrazza potete optare anche per i pomodori che crescono in altezza come i datterini o ciliegini.

Non dimenticate di assecondare i gusti del bambino e quindi far scegliere a vostro figlio cosa preferisce coltivare dandogli diverse opzioni tra cui scegliere. Altrettanto importante è coinvolgere i bambini a 360° nella cura dell’orto a casa dalla scelta delle piante da coltivare alla cura delle piantine fino ai travasi e alla raccolta. Ecco perché si consiglia di dotare i piccoli agricoltori di un piccolo innaffiatoio, una piccola paletta e un grembiule.

Ricordate che i vostri figli devono essere liberi di giocare e sporcarsi quindi meglio vestirli con “abiti vecchi” che possono sporcare, rovinare e così via. Se volete renderli felici, potete anche cucirgli o comprare una vera e propria divisa da contadino con salopette in velluto, camicia a quadretti e cappello stile cowboy.

Si consiglia di usare anche etichette per le piante da far apporre al bambino in modo tale che possa ricordare ogni singola pianta e spiegarli anche il ciclo vitale e gli usi in cucina.

Con l’orto botanico a casa i bambini dovranno prendersene cura ogni giorno visto che dovranno eliminare erbacce e bagnare con costanza per favorire la crescita. Non resta che augurarvi buon divertimento e un buon raccolto

Scopriamo insieme i primi giochi educativi

Per comprendere al meglio l’importanza dell’apprendimento in età baby e dei primi giochi educativi, cominciamo dando una semplice definizione di “apprendimento”: è un processo attraverso il quale in presenza di determinati stimoli nasce e/o si modifica un comportamento. L’apprendimento è quindi frutto della continua interazione tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda, ma anche tra l’essere umano e gli altri esseri umani, insieme alle esperienze che si sperimentano nell’arco della vita. Le scienze pedagogiche, la sociologia e la psicologia studiano da sempre l’apprendimento, analizzando tutti i processi che lo caratterizzano e cercando nuove strategie che lo possano rendere sempre più valido ed efficace.

L’apprendimento inizia fin dai primi giorni di vita del neonato, prosegue poi da bambini, e ci accompagna per il resto della vita, anche da adulti e da anziani.

Può sembrar strano che un neonato possa apprendere, eppure è proprio così. Se osserviamo bene un neonato infatti, ci accorgeremo che il suo modo di fare rispecchia in pieno la definizione di apprendimento. Fin dalle prime settimane di vita il bambino scopre la relazione causa – effetto in questo modo: capisce che può “far accadere delle cose” perché ad ogni sua azione risponde una reazione da parte dei genitori e degli adulti che ogni giorno si prendono cura di lui; ogni genitore e/o adulto che si prende cura di un bambino risponde al suo pianto e ai suoi gesti con determinate azioni. Questo ci fa capire come lo sviluppo cognitivo e l’apprendimento del bambino avviene in maniera naturale e graduale, frutto dell’interazione con l’ambiente esterno e con gli adulti che lo circondano e che gli forniscono numerosi stimoli. Questi stimoli sono di fondamentale importanza per incentivare questa prima forma di apprendimento.

L’apprendimento in fase “baby” possiamo inserirlo nella fascia d’età che va dai 0 ai 3-4 anni. Oggi fortunatamente esistono tanti giochi fatti ad hoc per stimolare i bambini di quella fascia d’età. I bambini già da pochi mesi sono attratti dai giochi che producono suoni insieme a luci e immagini. Sono inoltre attratti dai cosiddetti “giochi sensoriali”, ovvero giochi che stimolano i loro sensi, in particolare il tatto, la vista e l’udito. I giochi più adatti quindi sono quelli con queste caratteristiche, ad esempio il classico gioco della casetta con le forme. Lo ricordiamo tutti: una casetta o cubo con dei ritagli di varie forme geometriche e le formine da inserire/incastrare al suo interno. Giochi di questo tipo hanno una grande valenza educativa perché aiutano a migliorare le capacità motorie, a prendere confidenza con i colori, a conoscere le forme, a sviluppare la coordinazione oculo – manuale, e a migliorare le capacità cognitive precoci. Un’altra attività molto utile in questo senso, con le stesse proprietà e che piace tanto ai bambini è quello di far scivolare una pallina dall’alto verso il basso, magari da una sorta di torre(percorso). In questa fascia d’età inoltre i bambini potrebbero stare per ore a giocare con dispositivi elettronici che riproducono canzoncine, ninne nanne, versi di animali, associate a colori e immagini. Questi giochi sono altamente educativi poiché i bambini, imparando anche e sopratutto per imitazione, memorizzeranno parole nuove e canzoncine. Non per forza i giochi devono essere luminosi: i bambini si accontentano anche di quelli che parlano e suonano schiacciando un pulsante. Ai bambini piace ascoltare filastrocche e storie, esistono tanti giochi che contengono dei mini dispositivi/audio libri che fanno questo. Non deve essere un sostituto del genitore che legge, ma talvolta possono essere utili per intrattenere il bambino quando magari il genitore è impegnato. Un grande classico sono le costruzioni che rappresentano un grande alleato educativo per lo sviluppo della motricità fine. Un altro gioco intramontabile per quell’età è rappresentato dai puzzle e dai memo: incastrare i pezzi per formare una figura e cercare le stesse figure aiutano il bambino a sviluppare la concentrazione, l’attenzione e la memoria. In quella fascia di età è molto importante lavorare anche sulla logica, proponendo quindi ai bambini dei giochi basati sull’associazione: ad esempio grande piccolo, mamma – figlio, abbinare un animale al suo ambiente, ecc. E’ sempre bene lasciare i bambini liberi di esprimere la loro creatività, e quale modo migliore se non con fogli, colori, e le lavagnette (anche le classiche lavagnette “magiche” facili da cancellare).

I primi anni sono i più importanti della vita di ogni persona: sono gli anni nei quali si andrà a formare la personalità del bambino e futuro adulto. Pertanto è molto importante seguirlo nello sviluppo, fornirgli gli stimoli adatti a crescere e apprendere al meglio le prime competenze, accompagnandolo sempre con vicinanza , amore, empatia, e ascolto. Tutte queste attività consigliate è bene che vengano svolte con la guida e la compagnia di un adulto, alternando anche momenti in cui i bambini giocano da soli per sviluppare l’autonomia.

Ecco alcune idee semplici e creative più alcuni giochi da poter fare nel periodo di Pasqua tutti insieme a casa.

Cari genitori,

ecco alcuni spunti per poter realizzare dei lavoretti creativi e giochi a tema pasquale da fare in casa con i vostri bambini per condividere dei momenti insieme, giocare e divertirvi.

Purtroppo è da poco più di un anno che viviamo un periodo di profonda difficoltà,che ha costretto tutti noi a reinventarci, a rimodulare tutte le nostre abitudini per adattarci a quelle nuove che questo momento ci richiede. Questa sarà il secondo anno di seguito che ci troveremo a passare la Pasqua chiusi in casa. I  bambini sono sicuramente coloro che ne stanno risentendo di più tra scuole spesso chiuse,il non poter giocare con i compagni come prima e il non poter uscire come un tempo. Per questo motivo è molto importante trovare delle attività da fare in casa in modo tale che non vivano il tempo passato tra le quattro mura in modo passivo ma che questo diventi un momento per sperimentarsi, creare qualcosa, imparare e divertirsi. Durante le feste i bambini sono sempre stati abituati dall’asilo, alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria a fare dei lavoretti creativi a tema accompagnati da vari giochi. Potete prendere spunto da alcune di queste idee e riproporle in casa ai vostri bambini: fare lavoretti di questo tipo stimola la loro creatività, fantasia,migliora la coordinazione oculo – manuale e li fa divertire, essendo anche un momento da condividere con i genitori,nonni, zii o chi si occupa di loro.

GHIRLANDA DI CARTA CON PULCINI, CONIGLIETTI E UOVA DI PASQUA:

disegnare delle sagome tutte della stessa dimensione di uova di pasqua, coniglietti, pulcini. Scegliete misure medio – piccole affinché possa uscire un bel lavoro. Colorare come si preferisce le sagome. Ritagliare la parte esterna di un piatto di plastica buttando la parte interna. Nella parte esterna del piatto a forma di cerchio incollare le varie sagome alternandole. Attaccare sul retro un nastrino così da poter appendere la ghirlanda. Se volete una misura diversa di ghirlanda potete disegnare un doppio cerchio della grandezza che preferite su un cartoncino da ritagliare e sul quale incollare le sagome con lo stesso procedimento.

MINI CESTINO PORTA OVETTI DI CIOCCOLATO CON PULCINO

prendete un bicchiere di carta e dipingetelo con la tempera gialla,oppure ritagliate il fondo di una bottiglia di plastica nella misura che preferite. Prendete un cartoncino arancione,disegnate la sagoma di due impronte di pulcino e attaccatele davanti al bicchiere per formare le zampe. Adesso in un cartoncino giallo disegnate un bel faccione di un pulcino,con occhi e becco,e attaccatelo dietro il bicchiere. Volendo potete incollare degli occhietti mobili e fare il becco in 3D facendo due triangolini piegati col cartoncino arancione. Disegnate due ali col cartoncino giallo e attaccatele ai lati del bicchiere. Riempite il bicchiere di cioccolatini. Avrete cosi il vostro cestino porta ovetti fatto in casa.

CAPPELLO CON LE ORECCHIE DA CONIGLIETTO DI PASQUA

Incidere la parte interna di un piatto di plastica e mantenere solo la parte esterna a forma di cerchio. Disegnare due orecchie da coniglio, colorarle di bianco e rosa e incollarle in verticale sulla parte esterna del piatto. Diventerà un cappello con le orecchie da coniglio da poter utilizzare per giocare a pasqua.

DISEGNI SENSORIALI: UOVA, PULCINI E CONIGLIETTI

disegnare varie sagome di coniglietti, pulcini e uova di pasqua e mettere della colla all’interno della figura. Prendere dei fogli di carta crespa, carta velina, vecchi giornali, carta alluminio, tagliarli a pezzettini e fare delle piccole palline da incollare nelle varie figure. In alternativa potete anche dipingere con le tempere della pasta cruda e incollarla. In questo modo avrete realizzato delle figure pasquali sensoriali e colorate.

CACCIA AL TESORO PASQUALE

Per giocare alla ricerca delle uova di Pasqua in casa cosa c’è di più divertente di una caccia al tesoro?

Vasca/Doccia: questo indizio si era sporcato, allora a lavarsi io l’ho portato.

Cuscino: ogni notte raccoglie i tuoi sogni fino al mattino,il prossimo indizio è proprio lì, nascosto sotto al tuo…

Televisione: sembra una scatola, è scura e grande, danno programmi in cui fanno domande. Ha tante immagini, emette dei suoni, tu cosa guardi: film o cartoni?

Armadio: se il prossimo indizio tu vuoi trovare dove metti i vestiti devi cercare.

Caffettiera: fa uscire un liquido marroncino che mamma e papà bevono ogni mattino, quando è pronto lei borbotta e attenzione a toccarla perché scotta!

Arancia: non son mela non son pera, ho la forma di una sfera. Il mio succo nutriente è una bibita eccellente. Non procuro il mal di pancia, ho la buccia e sono l’…

Divano: ci si rilassa a leggere il giornale o a guardare la tv, vai a cercarlo dove ti siedi anche tu

Buona Pasqua!

Scopriamo insieme i più facili da realizzare

Dicembre:il mese più amato da tutti i bambini perché aspettano il Natale!

A Natale tutto è più bello e si addobba tutto: case,vetri,alberi di Natale con tante lucine e palline colorate,si riempiono di luci i balconi,in giro tutto è luccicante.

Quest’anno sarà decisamente un Natale diverso da tutti gli altri. Purtroppo non si potranno fare le grandi feste con tante persone come abbiamo sempre fatto,niente baci,niente abbracci.

Ma non lasciamo che questo brutto momento rovini il Natale ai bambini. Facciamo sì sopratutto per loro,ma anche per noi stessi,che anche questo Natale porti con sé quella magia che da sempre lo caratterizza.

Tempo di Natale è anche tempo di lavoretti per bambini,e loro amano fare i lavoretti natalizi.

Ve ne proporrò alcuni.

  1. ALBERO DI NATALE DIPINTO CON UNA FORCHETTA

Per fare questo lavoretto vi servirà: una forchetta,un foglio,un pennellino e delle tempere. Disegnate sul foglio il tronco di un albero di natale. In seguito mettete su un piattino un po di tempera con diverse tonalità di verde,immergete i denti della forchetta,e fate delle strisciate a destra e sinistra sopra il tronco cercando pian piano di ricreare i rami dell’albero e la sua forma tipica. Dopo aver dipinto l’albero prendete il pennellino e con gli altri colori create luci e decorazioni.

  1. PRESEPE CON TAPPI DI PLASTICA COLORATI

Per fare questo lavoretto vi servirà: una base di cartone,colla a caldo,tappi colorati di plastica,eventualmente delle tempere. Create l’immagine del presepe con i tappi colorati,o se avete solo tappi bianchi colorateli di vari colori con le tempere. Quindi i tappi blu serviranno per fare il cielo,quelli gialli la stella cometa,quelli arancioni la stalla,quelli marroni e verdi le palme,quelli rosa i visi dei personaggi. Con questo lavoro si farà inoltre riciclo creativo.

  1. BABBO NATALE DAS A FORMA DI MANINA

Per fare questo lavoro vi servirà del DAS,un pennello e delle tempere. Prendete l’impronta della mano dei vostri bambini sul das,ritagliate subito la forma della manina facendo un piccolo buco nell’estremità del palmo della mano e aspettate che il das si asciughi e diventi duro. Una volta asciugato sarà il momento di dipingerlo. Girate la mano in modo che abbia le dita verso il basso. Le quattro dita rivolte verso il basso dovranno essere colorate di bianco (saranno la barba di babbo natale),appena sopra le dita coloriamo una parte del palmo della mano di rosa e disegniamo al suo interno gli occhi e la bocca sorridente. Sopra la parte rosa facciamo una piccola striscia bianca e coloriamo di bianco anche la punta del pollice. La restante parte la coloriamo di rosso (sarà il cappello di babbo natale). Prendiamo un nastrino e lo facciamo passare nel buco che abbiamo creato. In questo modo la manina babbo natale diventerà un addobbo da appendere sull’albero o sul muro e anche un regalo molto carino da fare ai parenti come ricordo.

  1. ALBERELLI CON LE PIGNE

Questo delle pigne è un grande classico dei lavoretti natalizi per bambini. Prendete delle pigne e dipingetele con della tempera verde e con dei brillantini. Incollate varie perline colorate con la colla a caldo. Create una stellina di carta,dipingetela di giallo/oro e attaccatela in cima alla pigna. Potete fare la base dell’albero/pigna con del das. Avrete cosi dei mini alberi di natale fatti con le pigne.

  1. ALBERELLI CON I CARTONI DELLE UOVA

Grazie a questo lavoro si possono riciclare i cartoni delle uova. Basta tagliarli uno ad uno,dipingerli di verde,impilarli e decorarli con stelline,perline,brillantini e ciò che preferite. Attraverso un buchino fatto all’estremità di ogni “quadratino contenitore” bisogna far passare un filo per infilarli uno nell’altro. In questo modo potrete appendere questi piccoli alberelli di cartone.

  1. RENNE DI NATALE CON I BICCHIERINI DI CAFFE’

Per fare questo lavoro avremo bisogno principalmente dei bicchieri usa e getta da caffè,nello specifico quelli marroni. Disegnate su un cartoncino marrone le orecchie e le corna della renna e attaccatele sui lati e in cima al bicchiere. Davanti potete incollare degli occhietti mobili o se preferite potete disegnarli,e per fare il naso rosso potete incollare un mini pon pon. Ecco cosi una mini renna di natale che potrete usare anche come segna posto a tavola.

  1. BABBO NATALE STILIZZATO

Per fare questo lavoro ci servono tre bastoncini abbassalingua con i quali creeremo una forma triangolare. Con del cartoncino rosso e bianco disegniamo il cappello di babbo natale,ritagliamolo e incolliamo all’estremità della forma triangolare,lasciando un piccolo spazio sulla base. Al centro del bastoncino della base incolliamo un piccolo pon pon rosso per il naso,e su tutta la base incolliamo dei fili di lana bianca pendenti che saranno la barba di babbo natale. Potrete appendere cosi questo simpatico viso di babbo natale stilizzato.

Buon Natale a tutti!