Consigli e suggerimenti per gestire al meglio il ritorno tra i banchi di scuola

QUALI STRATEGIE ADOTTARE?

Settembre è un mese difficile per tutti: grandi e piccini. Dopo la pausa estiva e le vacanze, torniamo tutti alla normale routine di sempre. Se per gli adulti è difficile tornare a lavoro dopo le vacanze, anche per i bambini è difficile tornare a scuola dopo tre mesi liberi.

Se da un lato i bambini sono molto felici di tornare a scuola, rivedere maestre e compagni, al tempo stesso risentono tantissimo del cambiamento, in particolare nelle prime settimane di scuola.

Basti pensare che nei tre mesi estivi non avevano più la sveglia presto, non dovevano passare la mattinata tra i banchi e i pomeriggi a fare i compiti, e riprendere questa routine dopo così tanta spensieratezza può risultare complicato.

Si possono attivare alcune strategie per affrontare al meglio il ritorno a scuola: i bambini si abituano abbastanza facilmente alle routine, motivo per il quale è consigliabile iniziare a mettere la sveglia presto almeno una settimana prima dell’inizio della scuola. Sarebbe bene avere anche un orario preciso per la nanna per far sì che nonostante la sveglia suoni presto i bambini siano riposati. Il sonno è molto importante, un bambino ben riposato sarà sicuramente più attivato e invogliato a fare cose, quando invece sono stanchi non riescono a concentrarsi e sono soggetti ad irritabilità. In questo modo i bambini si abitueranno di nuovo in maniera graduale a svegliarsi presto. Proponiamo ai bambini delle brevi letture giornaliere, giochi da tavolo, disegni, in modo tale che venga di nuovo stimolata la loro capacità di concentrazione e di stare seduti e impegnati in una precisa attività.

La mattina si è sempre di fretta, e un buon modo per guadagnare tempo è quello di scegliere cosa indossare già dalla sera prima e metterlo da parte. Un’altra sana abitudine è quella di preparare la borsa di scuola con tutto il materiale che occorre la sera prima: in questo modo la mattina non si faranno ritardi e si eviterà anche di dimenticare del materiale a casa a causa della fretta. E’ molto importante che soprattutto l’attività della preparazione della borsa la facciano in autonomia: il primo periodo aiutateli, affiancateli e fate vedere loro come si fa, per poi lasciarli fare gradualmente in autonomia. Andate insieme a loro a comprare il nuovo materiale: penne, pastelli, astucci, diario, quaderni e tutto ciò che serve. Ai bambini piace tanto, e questo li aiuterà a proiettarsi sempre di più verso l’inizio della scuola.

I bambini sono tranquilli se le persone intorno a loro sono tranquille: quindi è molto importante che come genitori infondiate tranquillità e ottimismo ai vostri bambini per il rientro a scuola. Rimarcate la gioia che avranno nel vedere il/la compagno/a preferito, la maestra che gli sta più simpatica, le sue attività preferite che riprenderà a fare a scuola. Potreste anche prendervi un po’ di tempo per giocare con i bambini in maniera simbolica “alla scuola”, usando pupazzi e bambole che saranno i compagni, qualcuno che farà la maestra e ideare attività. Questo gioco può essere molto utile anche per i bambini che affronteranno il primo anno di scuola.

Il dialogo è fondamentale

Chiedete ai bambini come stanno, quali pensieri abbiano sulla ripresa e/o inizio della scuola, fatevi raccontare le loro paure e rassicurateli. E’ molto importante rassicurarli invitandoli però ad affrontare le loro paure, magari con dei consigli concreti. Questa è la via per far crescere la loro autostima, sicurezza e autonomia. I bambini potranno avere varie ansie le prime settimane dovute anche all’ansia da separazione: dopo aver passato così tanto tempo nei mesi estivi con i genitori o con altre figure di riferimento il distacco può essere difficile. In questo caso non sempre riusciranno ad esprimere verbalmente e quindi a parole le loro ansie, pensieri e preoccupazioni: è importante allora stare attenti ad altri segnali psico somatici come mal di testa, mal di pancia, insonnia, che spesso sono indicatori dello stato d’ansia e di malessere del bambino. Non sottovalutate questi segnali e cercate il più possibile di rassicurare il bambino facendogli fare attività che possano aiutarlo ad esprimere le proprie emozioni: può essere un esempio allestire un piccolo teatro e usare pupazzi, bambole, marionette che possano impersonificare il bambino. In questo modo il bambino potrebbe riuscire ad esprimere le proprie emozioni proiettandole sulla marionetta che parlerà come se fosse lui.

Infine per tornare allenati a scuola potete utilizzare con loro dei giochi da tavolo educativi e interattivi, che li sappiano far divertire e al tempo stesso imparare/ripassare nozioni.

L’importante è affrontare tutto con il dialogo e l’ottimismo!

Buon inizio di un nuovo anno scolastico a tutti!

Tempo di vacanze: scopriamo assieme la classifica delle prime 5 strutture in Italia

Tempo di vacanze: è importante scegliere un posto nel quale tutti staranno bene, genitori e bambini, ecco quindi per voi alcuni consigli sulle migliori strutture per le vacanze in famiglia. Ecco le 5 strutture più consigliate.

1) Family Spa Grand Hotel Cavallino Bianco – Ortisei

Situato in Trentino Alto Adige, è molto conosciuto per le svariate attività dedicate ai bambini. L’area giochi supera i 1.250 metri quadrati, di cui 175 mq sono spazi pensati appositamente per permettere ai genitori di giocare con i propri figli. Nelle aree comuni ci sono tantissimi giochi: dalla casetta di Heidi con cucinino e falegnameria al laboratorio per le arti creative, e poi ancora una grande casa delle bambole, la parete di arrampicata interattiva, la zona Play-Station, il ping-pong, il mini-biliardo e il ristorante per bambini.

I piccoli possono divertirsi anche all’esterno nel magnifico “giardino dei giochi protetto”, con scivoli, dondoli, parete d’arrampicata, vasca della sabbia, castello gonfiabile dei salti e pista per macchinine e tricicli. Infine arriviamo al reparto bebè curato nei minimi dettagli con zona delle coccole, camerette dei sogni d’oro, giochi sensoriali, il classico mare delle palline e tanto altro ancora.

L’assistenza per i piccoli viene garantita tutti i giorni dalla mattina alla sera da parte di assistenti professioniste. Altra novità la sala Teenager per ragazzi dagli 11 anni in su (per loro vengono proposte anche una serie di attività speciali, come la serata-pizza o la gita in paese per lo shopping serale).

2) Camping Village le Capanne

Si trova in Toscana, sulla Costa degli Etruschi: è un campeggio per famiglie e i bambini sono veri protagonisti.

Tutti i giorni gli animatori organizzano attività al miniclub per bambini da 4 a 12 anni: non solo giochi ma anche esperimenti scientifici, attività a tema, volo assistito con i droni, all’aperto o nella Kids Room. Per tutti i ragazzi dai 13 ai 17 anni ci sono invece tornei sportivi e serate a tema.Per i piccolini c’è la Baby Room (0-4) con pavimento morbido e giochi per stimolare la crescita mentre per i più grandicelli c’è la Game Room, e per tutti la Lego Room e la sala cinema.

La piscina, con diverse altezze, è adatta anche ai bambini piccolissimi grazie alla zona baby con il rivestimento morbido e sicuro, ed è immersa in un gigantesco prato verde con sdraio e tante zone in ombra.Presente naturalmente un parco giochi all’aperto, mentre tra le chicche della struttura ci sono la ricostruzione della casa di Pinocchio arricchita con le immagini dei personaggi della Favola e con utensili e mobili di Geppetto e l’Orto dei Miracoli, un giardino botanico in cui è possibile fare un tour guidato e imparare a piantare erbe, ortaggi e altre piante.

Per una vacanza perfettamente formato kids ci sono poi le Freddy Homes, speciali case mobili tematizzate.

3) Marmorata Village

Situato a Santa Teresa Gallura, in Sardegna. Presso il Mini Club (bambini da 4 a 12 anni non compiuti) e presso il Junior Club (bambini da 12 a 17 anni non compiuti) i bimbi potranno trascorrere le loro giornate tra giochi, corsi sportivi, gare e tornei, passeggiate mentre voi vi godrete la vostra vacanza in assoluta tranquillità. Si può praticare anche tanto sport: vela, tennis, calcio, wind-surf, canoa, pallavolo. Ogni sera ci saranno spettacoli di cabaret. Un trenino collega continuamente il villaggio con la spiaggia.

4) Cala Gonone Beach Village

Si trova ad Orosei, in Sardegna. L’animazione per i più piccoli è il punto di forza dell’Hotel, è un’oasi dedicata ai bambini, che vengono seguiti da personale specializzato, con la simpatica presenza della mascotte arrivata dal freddo, il pinguino “Pink Hero”, che aspetta i piccoli per intrattenerli con attività ludiche, artistiche e sportive e sensibilizzarli sui temi dell’ecologia, con attività suddivise per fasce d’età.
-“Hero Camp” (dai 3 ai 13 anni ulteriormente diviso per fasce di età) dalle 9,30 alle 18,30 permette ai bimbi di vivere una vacanza nella vacanza, con assistenza specializzata, area giochi attrezzata, laboratorio-teatro dei piccoli, ludoteca con giochi, videoteca e area relax.
-“Young Club” (dai 13 ai 18 anni) con ritrovo giornaliero per le attività sportive, balli, giochi e tornei, laboratorio di cabaret, giochi di ruolo e di società.¨ Ogni sera ci sono spettacoli per tutti gli ospiti, e un trenino collega costantemente il villaggio con la spiaggia. Nella struttura è presente anche una grande piscina.

5) CDSHotels Porto Giardino

Situato a Monopoli, in Puglia, fronte mare, con varie piscine. L’attenzione è tutta per i bambini con il villaggio Bambinopoli e tantissime attività e giochi a loro dedicate. Si può praticare sport e rilassarsi nella Spa. Oltre al campo polivalente tennis, volley e basket, sono disponibili 2 campi da tennis e 1 campo da calcetto e c’è la possibilità di dedicarsi a bocce, tiro con l’arco, minigolf e fitness all’aperto.

Scopriamo l’importanza dell’amicizia e come gestire i rapporti tra bambini

L’intera vita dell’uomo trova il suo fondamento nelle relazioni sociali, proprio per questo si dice che l’uomo sia un “animale sociale”.

Il bambino fin dalla nascita instaura relazioni con gli altri, a partire dai genitori. Sulla base dell’attaccamento e della relazione con i genitori poi il bambino man mano che cresce tesserà nuove relazioni durante tutto l’arco della vita.

La primissima persona incontrata dal bambino sarà la madre, in seguito scoprirà l’esistenza del padre, che sarà il primo e vero proprio estraneo col quale si rapporterà.

Prima del compimento di un anno è molto difficile che i bambini facciano amicizia e giochino insieme, poiché fino a quell’età essi tendono a giocare da soli.

Con lo sviluppo del linguaggio i bambini iniziano a comunicare tra di loro, e questo agevola la costruzione dei primi scambi relazionali e delle prime amicizie. Questo avviene soprattutto all’asilo, dove i bambini passano tutte le mattine e spesso anche i pomeriggi insieme: condividendo tutto questo tempo insieme, giochi, esperienze, i bambini si legheranno stringendo le prime amicizie. È molto importante all’inizio guidarli e aiutarli in questo percorso, ma è altrettanto importante che man mano che i bambini crescano la presenza dell’adulto si faccia sempre più marginale rispetto alle sue amicizie, facendo sì che i bambini imparino l’autonomia e l’autogestione dei loro rapporti di amicizia. È proprio per questo motivo che si tende a parlare del primo amichetto come “una palestra di vita” per il bambino: esso imparerà infatti a gestirsi le relazioni, i primi piccoli conflitti, sperimentare i valori dell’amicizia della lealtà e del rispetto. Questo avviene partendo dalle piccole cose ossia il gioco: imparare ad esempio a rispettare il proprio turno, dare un pezzo della propria merenda, scambiarsi e prestarsi i giochi. Una delle caratteristiche più importanti che saranno utili nella vita del bambino grazie alle prime amicizie è quella di sperimentare le proprie emozioni, condividerle con gli altri e notare quelle degli amichetti. Il primo amichetto sarà infatti la prima persona diversa dal nucleo familiare con il quale il bambino si rapporterà: avrà modo di relazionarsi con qualcuno diverso da lui, e che può provare anche emozioni diverse da lui nello stesso momento. In questo modo il bambino inizierà a sperimentare una delle life skills più importanti per l’uomo: l’empatia, ossia la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”. Sperimentando l’empatia il bambino potrà diventare consolatore nei momenti tristi dell’amico, generoso, oppure gioire con lui quando quest’ultimo sarà felice per qualcosa. Notare le emozioni dell’amichetto lo aiuterà anche a capire che nessuna di esse è sbagliata e che tutti proviamo le stesse emozioni: in questo modo non si sentirà solo nel provare determinate emozioni come la paura, la tristezza, la vergogna e le eventuali loro espressioni ad esempio attraverso il pianto.

Ovviamente come tutti gli adulti anche i bambini si rendono conto di essere più affini con determinate persone rispetto ad altre, e infatti avranno il loro amichetto preferito, il cosiddetto amichetto del cuore. Si sceglieranno a vicenda perché magari avranno gusti simili sui giochi preferiti, modalità di gioco, caratteri simili. Insieme a lui potrà fare tante cose che gli saranno utili per la vita da adulto e le future relazioni: si confiderà con lui, ci litigherà, si riconcilierà, ci potrà cooperare per fare qualcosa insieme, condividere giochi e momenti speciali. Grazie alla presenza di un amichetto nella sua vita, anche l’autostima del bambino andrà a formarsi in modo sano e funzionale poiché esso si sentirà accettato per come è, con tutti i suoi pregi e difetti. Essere accettati è molto importante per tutti, in particolar modo per i bambini: è una tappa fondamentale per sviluppare un’identità sicura di sé.

Ci sono alcuni errori da evitare nel momento in cui il bambino inizia a stringere le prime amicizie: prima di tutto bisogna sempre evitare di etichettare gli amici del bambino davanti a lui usando termini e giudizi come “simpatico” o “antipatico”. Il bambino deve essere libero di scegliere da solo secondo le sue simpatie chi scegliersi come amico. È altrettanto importante non far mai sentire i bambini sbagliati in base al loro carattere: alcuni possono essere molto estroversi e con tanta voglia di parlare, altri molto introversi e timidi. Non bisogna mai costringere i bambini timidi a inserirsi nel gruppo a parlare e giocare, è importante rispettare le loro modalità e le loro tempistiche: lo faranno quando si sentiranno pronti; se li si costringe la situazione potrebbe solo peggiorare facendo sì che il bambino si chiuda ancora di più. Se il bambino invece è estroverso bisogna evitare di dirgli frasi come “parli troppo”: il bambino si sentirebbe sbagliato e si rischia che in seguito eviti di parlare con gli altri bambini in maniera tranquilla.

È bene che tutti i bambini sperimentino le loro amicizie essendo liberamente sé stessi.

Vediamo insieme come combatterli con i rimedi naturali per tornare a star bene il prima possibile.

Malanni di stagione: ecco come combatterli con i rimedi naturali per tornare a star bene il prima possibile.

L’autunno e l’inverno sono dei periodi dell’anno molto belli e suggestivi per via dei colori e delle tradizioni che rappresentano, ma allo stesso modo è proprio in questi mesi che il raffreddore e l’influenza bussano alla nostra porta con più frequenza.

Tra i sintomi più comuni possiamo citare gli starnuti, la congestione nasale e a volte anche la febbre.

Esistono moltissimi farmaci realizzati appositamente per contrastare i malanni stagionali, ma un’ottima alternativa consiste nell’affidarsi a metodi completamente naturali che non solo soni più sicuri e possono essere utilizzati anche in caso di bambini ammalati, ma risultano essere molto più gustosi e fantasiosi.

Scopriamo quindi i metodi naturali più efficaci a cui potrai ricorrere in caso di necessità.

I migliori rimedi naturali per i malanni di stagione

Non essere in forma può essere davvero invalidante e fastidioso.

Nella maggior parte dei casi i sintomi di un raffreddore o di una banale influenza sono piuttosto blandi, anche se doversi soffiare il naso continuamente e avere gli occhi che lacrimano non è certo divertente.

Quando invece sopraggiunge la febbre, bisogna valutare le proprie condizioni di salute, in modo da agire al meglio.

In ogni caso vale la regola di non farsi prendere dal panico, in quanto si tratta di disturbi molto comuni e frequenti che raramente si rivelano pericolosi, e che tendono a manifestarsi a causa del crollo delle temperature.

Per riprendersi in fretta e ritornare in piena salute si può ricorrere a tutto ciò che la natura ci offre, ovvero elementi e prodotti molto sani che non presentano alcuna controindicazione.

Rafforzare il sistema immunitario con la vitamina C

La vitamina C è nota da sempre per le sue proprietà antinfluenzali e per la sua capacità di contrastare ogni forma di raffreddore.

Essa è presente in molti integratori e anche in diversi farmaci, ma è possibile assumerne le dosi necessarie anche attraverso l’alimentazione: agrumi, radicchio e spinaci sono fonte naturale di questa preziosa alleata.

Il miele contro la tosse

La tosse può essere secca o grassa, ma in ogni caso essa si presenti può essere un punto di arresto per le nostre giornate.

Se non vogliamo ricorrere ai soliti sciroppi, possiamo optare per la scelta più dolce e naturale del mondo: il miele!

Il miele, con le sue mille qualità ed i suoi effetti benefici, può alleviare la tosse con molta velocità, in quanto basterà metterne un cucchiaino in una tazza di latte o the caldo, e i suoi effetti non tarderanno a palesarsi.

Consumare una tisana allo zenzero prima di andare a dormire

Lo zenzero è un ingrediente dalle mille sfaccettature ed il cui uso in cucina è molto variegato.

Oltre ad avere un’azione dimagrante e diuretica, esso agisce come un potente antinfiammatorio, che in questo caso è del tutto naturale.

Secondo quanto dichiarato da medici e da esperti del settore, bere una tisana allo zenzero prima di andare a dormire, può rafforzare il sistema immunitario dell’organismo che la assume, scongiurando così la possibilità di ammalarsi.

L’Echinacea rappresenta un ottimo rimedio naturale per mantenere in buona salute il sistema immunitario

Riconosciuta a livello mondiale per le sue proprietà stimolanti a favore del sistema immunitario, è una pianta perenne in grado di aumentare le difese immunitarie, proteggendo l’organismo da molte malattie, tra cui gli stai influenzali. 

Continua a leggere per maggiori informazioni sui benefici dell’Echinacea sul sistema immunitario.

Breve storia dell’Echinacea

Le prime informazioni sull’introduzione di questa pianta nella medicina pratica si trovano nel 1904, anno in cui la tintura di Echinacea era uno dei prodotti più venduti in America. 

Due decenni dopo, intorno al 1930, iniziò la coltivazione e l’utilizzo della pianta, soprattutto in Germania, paese che fornirà i più importanti studi e lavori scientifici dei nostri giorni sul valore terapeutico dell’Echinacea

Da questo momento in poi la popolarità della pianta cresce rapidamente e il suo utilizzo si generalizza in tutto il mondo.

L’Echinacea per aumentare le difese immunitarie

Noi umani siamo continuamente esposti a virus, batteri, funghi e parassiti, tutti organismi che vivono a discapito di altri organismi e che influiscono sul corretto funzionamento dei nostri naturali sistemi di difesa.  Per questo è opportuno e consigliato agire in prevenzione così da mantenere sempre il sistema immunitario attivo e forte per combatterli e impedire lo sviluppo di malattie.

Fornire al nostro corpo risorse naturali come l’Echinacea è molto importante per rafforzare il sistema immunitario e scongiurare l’insorgere di patologie quali febbre, tosse ed altre condizioni di basso rilievo clinico.

La presenza di derivati dell’acido caffeico nella pianta le permettono di svolgere una straordinaria azione immunostimolante, migliorando le naturali difese dell’organismo?.

Ovviamente, per sfruttare al massimo le proprietà benefiche dell’Echinacea, è consigliabile affiancare all’uso della pianta delle buone abitudini. Ci riferiamo allo svolgimento di una routine quotidiana di abitudini sane, come prendersi cura della propria dieta, dormire bene, fare sport, attenzionare la propria igiene, non fumare, evitare stress e ansia.

Evidenze scientifiche dell'Echinacea per il sistema immunitario

Numerosi studi clinici  hanno dimostrato l’efficacia dell’Echinacea per la prevenzione e il trattamento dei processi virali e quindi, per il rafforzamento del sistema immunitario in generale.

In particolare lo conferma una meta-analisi pubblicata su The Lancet, famosa rivista scientifica inglese. Alcuni ricercatori dell’Università del Connecticut hanno effettuato un test scientifico con una revisione di quattordici studi, in cui vengono analizzate le proprietà dell’Echinacea nel trattamento del comune raffreddore

Gli studiosi dopo la ricerca hanno concluso che un intervento precoce con una formula standardizzata di Echinacea, determina una riduzione della gravità dei sintomi nei soggetti con infezione del tratto respiratorio superiore.

I soli pazienti che devono fare attenzione all’assunzione dell’Echinacea sono quelli che svolgono una terapia immunosoppressiva. Infatti i principi attivi della pianta potrebbero interferire con lo stato di salute del paziente, riducendo o amplificando l’azione dei farmaci immunosoppressori.

Pensieri e domande intorno al sentire di una madre

Sono una mamma, e so bene che vuol dire, come ci si sente, quando la tua bambina si fa male o il tuo bambino viene offeso, o ancora quando non si comporta come vorresti tu.

È capitato anche a voi di chiedervi come mai? A me sarà successo almeno un centinaio di volte. Siccome ho il vizio insopprimibe di domandarmi “perchè?”, di fronte a queste situazioni mi arrovellavo: “Ma cos’è che davvero mi fa stare male? Cosa di preciso mi ferisce in questa faccenda?”, perché liquidarmi con uno sbrigativo “è normale, sono sua madre” non mi bastava, né mi portava da nessuna parte.

Allora vi propongo una riflessione che ho fatto leggendo Lévinas, filosofo lituano che ha scritto una pagina stupenda sui padri, toccando una corda che mi ha fatto sorgere un sospetto.

Non sto a spiegarvi per filo e per segno ciò che dice Lévinas, ma il fatto è che nella vita dei papà i figli hanno fatto irruzione così, all’improvviso, per cui tra loro due c’è una distanza che permette ai padri una relazione speciale con loro, una relazione che Lévinas definisce “dell’io con un sé che però non è me”. Sembra un gioco di parole, ma vuol dire semplicemente che i papà si rapportano affettivamente ai figli avvertendo il forte legame che li unisce, ma senza dimenticare il loro essere soggetti diversi e distinti.

“E per le madri?” mi sono chiesta. I figli nascono dai nostri corpi, sono carne della nostra carne, e non è un dato banale. Se la matematica non è una opinione, mia figlia ed io siamo due, ma quella volta durata nove interminabili mesi siamo state una soltanto, siamo state “due in uno”. Ed è stata una coabitazione straordinaria la nostra, che nessun papà del mondo ha sperimentato o sperimenterà.

Poi è successo a tutte che un bel giorno, da “due in uno” che eravamo, siamo diventate o diventati due, “due in due”, e col tempo il piccolo lui o la piccola lei hanno cominciato a costruirsi la propria identità, a prendere il loro bel caratterino.

Ora, qual è il punto: il punto è che spesso noi mamme quei nove mesi ce li portiamo dentro ancora, ed è come se i nostri figli e le nostre figlie fossero un pezzetto di noi, del nostro corpo e del nostro io, come se fossero solo un nostro prolungamento anziché anche un’altra persona. Questo nostro non distinguere bene, questa confusione che a volte facciamo in buonafede, e da cui i papà sono dispensati, ha delle implicazioni. Allora quando i figli non si comportano come vorremmo, può essere che quello che ci viene da dire in fondo in fondo – anche se non ce lo diciamo – sia: “Ma come? Tu sei me, io non farei mai così!”? Oppure quando arriva un’offesa da qualcuno, può essere che la nostra vera reazione verso quel qualcuno – sempre quella che noi non ci diciamo – sia: “Hai fatto male a me! Hai ferito me!” e non “Hai ferito quell’altra persona” cioè mio figlio o mia figlia?

Sto chiaramente estremizzando, ma il mio sospetto è stato che ciò che ci piace raccontarci come l’amore più puro, l’amore materno, potesse affondare la sua radice in un egoismo al cui centro siamo solo noi.

Vi dico cosa ho provato io di fronte a questa idea: mi ha toccata dentro, e non mi ha fatto piacere. Mi ha fatto male pensare che nel mio grande “amore di mamma” potesse esserci l’amore verso me stessa.

Poi ho capito, rimuginandoci sopra almeno altre mille volte, che il mio scacco non era definitivo: dovevo solo cominciare a rapportarmi a mia figlia come a un’altra persona e non più come a una “mia” parte. Allora mi sono messa con pazienza a imparare ogni giorno la sua differenza, il suo essere una persona distinta. Mi sono messa ogni giorno ad ascoltarla con l’attenzione che presti a una straniera, certo specialissima perché la ami già immensamente, cercando di capire come funziona lei, quali reazioni ha o non ha, quando ad esempio le faccio trovare il dentifricio sullo spazzolino – cosa che alla mia pigrizia farebbe molto piacere, ma a lei fa saltare i nervi – o quando ci riempiono di schizzi e spruzzi mentre facciamo il bagno al mare – cosa che a me fa imbestialire ma a lei piace da matti – … insomma cercando di conoscerla da capo. Di conoscerla e riconoscerla senza per forza riconoscermi.

Il fatto è che l’amore autentico è quello che sa amare incondizionatamente l’altro nella sua differenza, e che vuol dire accoglienza e accettazione. Penso sia importante lasciare essere i figli e le figlie, lasciarli essere diversi da noi, perchè semplicemente non sono noi, e troppo spesso ce ne scordiamo. Il rischio grosso è che se ce lo scordiamo potranno sentirsi costretti a essere quello che non sono, ad amare il giallo anche se a loro piace il rosa, o a diventare nuotatori anche se a loro piaceva la danza. E se si sentiranno costretti a essere quello che non sono, poi lo diventeranno per davvero, quello che non sono intendo. E se poi lo diventeranno, da qualche parte dentro soffriranno, e parecchio. E nessun amore di mamma lo vorrebbe.

Bambini al mare consigli utili per affrontare le vacanze

In particolare i neo genitori quando si trovano ad affrontare le vacanze estive per la prima volta sono preoccupati su come gestire le giornate al mare con un neonato. Le preoccupazioni ricadono sulla paura delle scottature e sugli orari in cui stare in spiaggia.

Ecco qualche consiglio utile per evitare ansia e panico e godersi le vacanze in tutta sicurezza al mare con un neonato.

5 consigli utili su come affrontare le vacanze estive al mare con un neonato

Cominciate anzitutto se possibile col prenotare un Hotel che non richieda continui spostamenti in auto, ma che sia raggiungibile a piedi col passeggino, così da non dover salire in auto nelle ore più calde.

A seguire fatevi consigliare una spiaggia attrezzata con bagni con posto dedicato per il cambio del vostro bambino e dove sia possibile entrare col passeggino e se possibile con ombrelloni ben distanziati così da avere una sorta di privacy se il piccolo dorme o dovete allattare.

Se il bambino è sotto gli 8 mesi di vita ricordate che è sconsigliato farlo stare al sole, quindi preferite una lunga passeggiata la mattina intorno alle 7 e la sera dopo le 18,00. Nelle altre ore della giornata restate tranquilli in Hotel o in aree dedicate rinfrescate e non sotto il sole. Ricordate che l’ombrellone sembra riparare dal sole, ma i raggi solari passano e possono creare spiacevoli inconvenienti o ancora peggio insolazioni al neonato.

Superati gli 8 mesi di vita è possibile stare in spiaggia col neonato qualche ora in più anche per favorire la sintesi della vitamina D, con le dovute precauzioni che sono:

In caso di bagnetto in mare non esagerate col tempo, i bambini si stancano molto prima e sono più sensibili al contatto col sale dell’acqua marina. Tenete comunque presente che l’acqua del mare è molto curativa in particolare per trattare disturbi come dermatite atopica, eczemi e psoriasi.

Un ultimo consiglio è quello di far approcciare i bambini alla sabbia senza timori e lasciarli giocare, inoltre se il bambino sta iniziando a fare i primi passi incoraggiatelo a camminare a piedi nudi sulla sabbia. Questo rinforza i muscoli di gambe e piedi e ne permette un appoggio migliore dei piedini stessi.

Evitate di farli camminare negli spazi comuni con altre persone senza scarpe, in questo caso invece procuratevi delle scarpine di gomma per evitare di fargli prendere dei funghi comuni sotto i piedi di diverse persone.

Un ultimo consiglio se non sapete come intrattenere i più piccoli in spiaggia al mare è quello senz’altro di non farvi mai mancare un secchiello con palette e formine, passeggiate poi sul bagnasciuga e raccogliete le conchiglie, i piccoli vanno matti per queste piccole scoperte o ancora create la classica pista per le palline (in questo caso ricordate di prendere quelle adeguate ai più piccoli e di non lasciarli mai soli nel gioco per evitare che le mettano in bocca).

E ora buona vacanza a tutti!

Ecco la classifica dei 6 parchi più belli d’Italia apprezzati negli ultimi anni da grandi e piccini.

Le giostre sono da sempre un’attrazione irresistibile per i bambini di tutte le età, e diciamocelo pure, anche noi adulti torniamo bambini quando si tratta di parco divertimenti. Ecco la classifica dei 6 parchi più belli d’Italia apprezzati negli ultimi anni da grandi e piccini.

Gardaland

Aperto da ormai 44 anni, è uno dei parchi divertimenti più amati e conosciuti d’Italia.  Il parco offre molte attrazioni adatte a tutte le età, spettacoli dal vivo, punti ristoro ed anche un acquario per poter ammirare più di 5000 specie marine. Le attrazioni sono suddivise in categorie: in base alla fascia di età cui sono destinate: c’è Fantasyland dove i più piccoli potranno incontrare Peppa Pig e Prezzemolo, l’iconica mascotte del parco; Adventure per gli amanti dell’avventura di tutte le età, e Adrenalina per i più spericolati, dove ci sono il Blu Tornado, il Rapton e l’Oblivion, tra i roller coaster più emozionanti d’Italia.  Ogni angolo di questo parco è curato nei dettagli per immergere gli ospiti in un sognante mondo fatato. Se i vostri bimbi amano il cartone 44 Gatti, non potete perdervi il loro live show in chiave rock.

Leolandia

Leolandia si trova a Capriate ed è il parco divertimenti più grande della Lombardia, molti lo ricordano col nome di Minitalia. Infatti questo era il parco con la ricostruzione in miniature delle bellezze architettoniche delle città d’Italia. Ora vi sono diverse attrazioni per i bambini comprese quelle in acqua come i tronchi galleggianti del Gold River. Vi è poi un’area tematica il Cowboy Town, Il Mine Train chiamato il binario impazzito, il Galeone dei pirati e il Tren8 per i più piccolini.

Nel 2019 è stata aperto anche il Circo della Foresta con show di Masha e Orso e un’area a loro dedicata. Non mancano poi i personaggi dei PJ Masks: Gufetta – Gattoboy -Geco.

Qui si può passare una giornata di divertimento coi bambini.

Mirabilandia

A due passi da Ravenna c’è Mirabilandia, altro capo saldo dei parchi gioco italiani. Mirabilandia è un castello incantanto all’interno del quale è impossibile non tornanre bambini. Anche in questo caso ci sono attrazioni per tutti i gusti ed il parco è suddiviso in aree tematiche. Le attrazioni di Mirabilandia regalano sempre forti emozioni e sono in continua evoluzione. Se volete una scossa di adrenalina non potrete rinunciare al Katun, l’inverted coaster primo in ’Europa, o il Divertical, le montagne russe acquatiche più alte del mondo. Mirabilandia offre poi moltissimi spettacoli dal vivo, con stuntmen professionisti, come scuola di Polizia e un’area esclusiva dedicata al mondo della Ducati. C’è poi una parte con giochi acquatici, per cui si paga un biglietto a parte, Mirabilandia Beach. Un giorno solo non vi basterà per provare tutte le sue attrazioni.

Rainbow Magicland

Anche a pochi chilometri da Roma c’è un parco divertimenti, si chiama Rainbow Magicland. Molto più recente dei parchi sopra citati, il Rainbow Magicland offre diverse attrazioni adatte a tutta la famiglia. IL Jungle Camp, è il play ground più grande d’Italia, sarà un’esperienza indimenticabile per i più piccini. Ci sono anche delle montagne russe indoor, il Cagliostro, che metteranno a dura prova il senso dell’orientamento dei passeggeri. Novità del 2020 è lo spettacolo serale Aquarium, un viaggio alla scoperta del mondo acquatico dove gli ologrammi delle creature marine si alterneranno al richiamo della ninfa del lago.

Zoo Safari, Fasanolandia

Questo è il secondo parco faunistico più grande d’Europa. La sua particolarità sta proprio nel connubio tra percorsi alla scoperta del regno animale e parco divertimenti.  Il parco si divide in due parti. C’è lo zoo safari, dove seguendo un percorso in macchina si potrà vivere l’esperienza di un vero safari, muovendosi tra gli animali selvatici in semi libertà come leoni, tigri, ma anche zebre ed elefanti. Questo zoo accoglie anche gli unici orsi polari d’Italia.  La seconda parte è dedicata a Fasanolandia, dove sono raccolte invece, tutte le attrazioni. In questa parte del parco si potrà accedere alle montagne russe, alla torre di caduta, alla ruota panoramica e molto altro.

Bioparco, Torino

Il parco Zoom di Torino è un parco dedicato agli animali con anche un’area attrezzata per un tutto fin piscina durante le calde giornate estive. E’ possibile fare un biglietto completo e approfittare delle piscine oppure entrare solo nell’aria del parco animali o viceversa.

In questo parco gli animali vivono in area dedicate e in semilibertà con la riproduzione dell’habitat a cui sono abituati. Vi sono Pinguini nell’area Madagascar o le tigri nell’area Sumatra, ma anche la fattoria dei baobab.

L’area dedicata alle piscine è attrezzata di spiaggia e ombrelloni, con armadietti, servizi igienici e bar.

Ecco i dieci consigli per affrontare un viaggio con i nostri bambini

Tempo di stagione estiva,tempo di vacanze. Dopo dei mesi così difficili per tutti,è bene per chi può farlo concedersi una vacanza con la propria famiglia.

Spesso l’organizzazione della vacanza e la vacanza in sé diventano un momento stressante per la famiglia,per questo motivo in questo articolo cercherò di offrire alcuni consigli su come organizzare un viaggio e affrontare una vacanza con i vostri bambini,facendo sì che questo sia un momento felice e sereno e non motivo di stress. Viaggiare con i bambini è sempre molto impegnativo,ma organizzarsi nel modo giusto è fondamentale per non incorrere nello stress,complice anche il fatto che i bambini sono molto abitudinari e quindi ogni possibile cambiamento della loro routine quotidiana potrebbe diventare problematico.

Ecco allora alcuni consigli:

1) Prima di tutto è molto importante scegliere una località appropriata,avendo cura di fare una ricerca per avere tutte le informazioni necessarie circa la presenza di strutture adatte anche ai bambini.

2) Valutate bene la scelta della struttura nella quale andrete a stare; la scelta della struttura è di fondamentale importanza per poter fare un viaggio in serenità,sopratutto con dei bambini. Vi consiglio di scegliere una struttura che sia adatta sopratutto alle esigenze dei vostri bambini. Se ad esempio avete un neonato che ha appena iniziato la fase dello svezzamento consiglio una struttura  con mini appartamenti dotati di cucina. Se i bambini sono più grandi va bene anche la camera di un albergo o hotel,ma assicuratevi che abbiano una culla. Se scegliete una località di mare sarebbe più comodo scegliere una struttura non troppo distante dalla spiaggia,in modo che non sia troppo stressante e difficoltoso dover portare in spiaggia asciugamani,creme e tutti i giochi dei bambini; valutate se la struttura abbia anche una piscina: qualora qualche giorno non possiate andare in spiaggia questa potrebbe essere un’ottima alternativa per far divertire comunque i vostri bambini. Optate per una struttura che abbia un’animazione per bambini e faccia ogni sera degli spettacoli.

3) Organizzate tutte le cose che vi serviranno per lo spostamento: portate con voi alcuni giochi dei bambini,in particolare i loro preferiti,in modo che possano giocarci e passare il tempo durante il viaggio per arrivare a destinazione e durante la vacanza in generale. Se hanno un peluche o un lenzuolino col quale sono abituati a dormire e/o a calmarsi quando piangono è molto importante che portiate in vacanza quell’oggetto. Potete anche portare con voi fogli,matite e colori: disegnare e colorare è da sempre uno dei passatempi preferiti dei bambini.

4) Organizzate al meglio la valigia,pensando anche all’eventualità del tempo incerto. Pensate a tutti gli indumenti e accessori che serviranno ai bambini ma non esagerate con i bagagli. Prendete le cose prettamente essenziali; se siete indecisi tra carrozzina,marsupio o passeggino vi consiglio un passeggino leggero e il marsupio,in quanto col passeggino potete fare passeggiate,e i bambini volendo possono anche addormentarsi,e col marsupio potreste fare delle passeggiate in montagna.

5) Una delle paure più grandi dei genitori in vacanza con i propri bambini è quella di perderli. Potete comprare dei braccialetti da mettere sul polso dei bambini con il loro nome e il vostro numero di telefono. Oggigiorno esistono anche dei GPS localizzatori per bambini: potete attaccarli al loro polso e sapere dove sono tramite apposite APP.

6) Se i vostri bambini non sono abituati a viaggiare spiegate sempre loro come funziona,dove andrete,cosa farete,come si potranno divertire; potreste anche coinvolgerli a seconda della loro età sull’organizzazione del viaggio: in questo modo infatti anche loro saranno ansiosi ed entusiasti di partire. Fate vedere loro delle immagini della località nella quale andrete,del mare/montagna del posto,dei posti e attività che farete e della struttura; chiedete loro cosa vorrebbero fare e che cosa vorrebbero vedere in vacanza, e se fattibile provate ad assecondare almeno due loro desideri.

7) E’ molto importante che sopratutto in vacanza siate flessibili. Per far si che la vostra vacanza sia piacevole non dovete riporre troppe aspettative e sovraccaricare la vacanza di attività da fare: troppi luoghi nuovi e suoni nuovi possono innervosire e sovrastimolare i bambini,quindi è meglio andarci cauti. Alternate le attività a momenti nei quali i bambini possano giocare in libertà magari in qualche parco. I bambini non amano inoltre stare troppo tempo nel passeggino quando vorrebbero esplorare nuovi posti intorno a sé.

8) Se non avete mai fatto un viaggio coni vostri bambini è bene fare delle prove,magari iniziando con delle piccole gite giornaliere e poi provando a spostarvi per un fine settimana.

9) Cercate di non scombussolare troppo la loro routine i ritmi ai quali sono abituati: mantenere una certa regolarità nei pasti e nel sonno li aiuterà ad essere più sereni e tranquilli.

10) Non date peso ai piccoli imprevisti che possono capitare,lasciate le preoccupazioni legate a lavoro e vita privata a casa, e divertitevi!

Mi si chiede se abbia voglia di scrivere un contributo sul ritorno alla normalità di bambine e bambini dopo i mesi di lockdown. “Va bene lo stesso se non so ancora cosa sia, né dove stia la normalità?”

MARZIANE IN FASE 3

di Irene Merlini  – Counselor Filosofica, Esperta in “Philosophy for Children” e Autrice

Mi si chiede se abbia voglia di scrivere un contributo sul ritorno alla normalità di bambine e bambini dopo i mesi di lockdown. “Va bene lo stesso se non so ancora cosa sia, né dove stia la normalità?”

FASE 1: “Mamma, quando passerà questo «puntinaccio» potremo andare con lei in Messico?”

“Certo che potremo” dico a mia figlia e alla sua bambola del Chiapas, contenta di poterle rispondere per una volta facilmente e con sicurezza.

È la “fase 1”, quella del lockdown, che non è stata una passeggiata per nessuno: per chi era solo e chi in coppia, per i genitori e per i bambini, i dimenticati, che, in assenza di pari, hanno fatto i conti con la noia: avendo poca dimistichezza con la vita interiore, si sono trovati a ipersvilpparla o ad accantonarla completamente. Nella tragedia, però, era tutto spaventosamente normale. Normale viene da “norma”, cioè legge, regola, sia nel senso normativo, sia in quello di pratica comportamentale stabilita da ciò che fanno i più. Ma, in entrambi i sensi, la norma era una soltanto: “Non uscire”. Allora, nella drammaticità e nella difficoltà che questo ha determinato, sentirsi “normati” coincideva con l’essere “normali”.

FASE 2: “Mamma, perché quelle due bambine giocano insieme?”

“Probabilmente fanno parte della stessa famiglia, saranno sorelle, oppure cugine”. Anche questa è una risposta abbastanza semplice, ma l’agilità con cui la pronuncio si accompagna a una stretta al cuore al vago sapore di senso di colpa per essere madre di una figlia unica. La “fase 2” diventa allora più complicata perché iniziano i confronti. “Oggi usciamo, ma mi raccomado: mascherina, distanza, e mai, mai metterti le mani sugli occhi o sul naso”. Caricata la borsa di munizioni igienizzati, io e lei siamo finalmente fuori, per dar sfogo a gambe e polmoni. Ma, come noi, le persone che incontriamo, più che una passeggiata sembrano fare una ricognizione nel campo nemico del virus. La normalità è la “marzialità”. E se la norma ci chiede di essere guerriere e guerrieri, noi non siamo da meno: ci travestiamo da combattenti, tutti uniti per la lotta al Covid.

FASE 3: “E tutti loro, mamma? Anche loro sono cugini? Allora perché giocano insieme?”

Mi mordo la lingua per soffocare quel «Perché sono bambini!» che sta per uscire.

“Non lo so” è l’unica cosa che farfuglio, perché – aiuto –  non so mentire, e so bene che no, non possono essere tutti cugini. Viviamo al mare: frotte e capannelli di 4, 6, 8 e più bambini che si rincorrono, si acchiappano e giocano alla lotta, ai castelli e alle onde, probabilmente sono gli stessi dei parchi di città.

È la “fase 3”, che nel suo chiamarsi “ritorno alla normalità” sembra la più schizofrenica. La norma non è più in mano a droni, gendarmi e vigili urbani col taccuino delle multe, ma è affidata a una apposita segnaletica che tappezza ogni bar, ogni spiaggia, ogni esercizio pubblico. È il “buonsenso” a vigilare.

“Mamma, che significa quello? E quello? E quello?”

“Che bisogna stare a un metro di distanza, altrimenti serve la mascherina; che non si può stare tutti insieme; che per abbracciare chi ci pare bisogna aspettare che «il puntinaccio» se ne vada”

“E allora perché loro stanno appiccicati senza mascherina? Perché tutti loro stanno insieme?” Perchè, perché, perché? E diventa un bel problema il fatto che la norma che lei “legge” nei disegni vada al contrario della normalità che vede intorno a sé. E la normalità, nel senso di ciò che fa la maggioranza, si è stancata e ha scelto di divorziare dalla normativa. La maggioranza adulta, per i bambini, ha scelto di fare della spiaggia del 2020 una copia esatta di quella del 2019, come se nulla fosse accaduto e nulla stesse accadendo. La normalità diventa trasgredire la norma.

Allora io, che non sono una fan della normativa a prescindere, né una sostenitrice della normalità solo perché “così fan tutti”, ho bisogno di tempo per spiegarle questa faccenda complicata delle regole, il fatto che se nessuno rispetta la regola, regola diventa il trasgredire la regola, ma non sovverte la regola. Così cerchiamo una spiaggia “libera” in ogni senso, perché intanto la nuova normalità ha deciso che siamo “marziane” se per avvicinarci indossiamo la mascherina, se di tanto in tanto usiamo l’igienizzante. E non mi va certo che lei si senta marziana.

In quei due o tre posti che abbiamo scelto, scopriamo che la distanza può essere a colori: lei fissava un’ altra piccola marziana che faceva l’equilibrista su un tronco, e ne ha trovato uno vicino per provare. Hanno fatto amicizia e inventato giochi bizzarri, come una specie di basket con due finti canestri da centrare ognuna con la sua palla. E poi ogni tanto arrivano altri piccoli marziani: “Guardami, sai fare questo?” dice uno tirando una pigna per colpire un ramo altissimo, oppure fanno a una staffetta in cui non ci si passa il testimone, ma una parola magica da pronunciare.

È proprio vero che la normalità uccide la fantasia, penso tra me e me. Spesso proponiamo ai bambini la normalità per paura che non sappiano cavarsela. Forse è un timore più nostro, una pigrizia più nostra. Sono i problemi, le situazioni nuove e difficili che li portano a ingegnarsi, scoprire e inventare. E farlo insieme è più divertente. Se poi le pigne e i palloni sconfinano o si scambiano, non crolla mica il mondo: ci si puliscono le le mani e si ricomincia.

E c’è un’altro aspetto: se il toccare/ toccarsi è stato sempre – e a ragione – il protagonista dell’educazione sensoriale, lasciando però gli altri sensi sullo sfondo, la pandemia diventa occasione per scoprirli. Lo noto perché si guardano e si osservano molto più di prima. Si parlano, si raccontano e, soprattutto, si ascoltano. Spesso per i bimbi il confine con l’altro, il percepirsi separati, finiva per ridursi al “mio/tuo”: “ridammelo!”, “no, è mio!”, si urlava strattonando oggetti e contendendosene la proprietà. Adesso fa capolino un’altra sfumatura: l’altro è altro perché lo osservo e lo ascolto, mi osserva e mi ascolta, ed è così che possiamo giocare insieme, perché lui è lui e io sono io. Il Covid ha insegnato che la distanza non è lontananza a prescindere, ma significa una vicinanza delicata, che ha in sé il germe del rispetto.

Da che il Coronavirus ci ha svelato quanto la scienza sia umana e fallibile, quanto sia lontana dall’essere divina, la nostra reazione di massa è stata una libertà a casaccio: “Se la scienza barcolla, non serve a niente; se non sa darmi risposte certe, allora sono libero di fare ciò che mi pare”. Due settimane sono passate da che il virus si è portato via Giulio Giorello, eccezionale filosofo della scienza e grande maestro di libertà. In ogni occasione lui sottolineava che “libertà” è usare la ragione, dare e chiedere ragione di ciò che pensiamo e facciamo, di ogni scelta che ci porta a comportarci o non comportarci. Perché la scelta è sempre pubblica, la ragione è sempre pubblica, nel senso che la libertà è una responsabilità nei confronti di tutte e tutti.Non sono una donna di scienza. Provo solo a usare la ragione pubblica, provo ad essere libera. E poco conta se controcorrente è semplicemente più difficile. Così andiamo avanti, tra il dubbio e la fantasia, un giorno per volta e sapendo sempre di poter sbagliare, nella speranza che al prossimo giro di normalità, quando piccoli marziani e piccoli terrestri saranno solo bambine e bambini che si rincorrono, si acchiappano e giocano alla lotta, ai castelli e alle onde, ci sia più spazio per la libertà